Il grande tecnico serbo Vujadin Boskov, in una delle sue tante massime, soleva ripetere che “testa di giocatore, buona solo per portare cappello” e francamente non aveva tutti i torti. Certo, non possiamo definirlo come un assioma, ma in molti casi, doti tecniche non comuni spesso sono abbinate a situazioni caratteriali non proprio irreprensibili: questo è il caso di un giovane talento argentino, passato anche dall’Italia, il quale sta facendo parlare di sé in patria, per situazioni che hanno poco a che fare con il campo, ci riferiamo all’esterno offensivo del Racing Avellaneda Ricardo El Wachiturro Centurion.

Sulle qualità tecniche di questo giocatore, non c’è assolutamente nulla da dire, è veramente capace di colpi non indifferenti con il pallone tra i piedi, tanto da far scomodare l’apprezzamento di una divinità assoluta del calcio mondiale come Roberto Baggio che, ai tempi dell’esperienza al Boca Juniors di Centurion, ne decantò coram populo le lodi, soffermandosi altresì sugli aspetti extra campo da migliorare. Ed è forse questo, oltre all’integralismo tattico dei due allenatori incontrati nella doppia parentesi al Genoa, ovvero Juric e Ballardini, che ne hanno fatto naufragare le velleità nella nostra Serie A. Ma, al rientro ad Avellaneda, sembrava che le cose si fossero messe nel verso giusto, con le intemperanze fuori dal terreno di gioco, ridotte quasi a zero, ma a Marzo di quest’anno, il goffo tentativo di corruzione verso un poliziotto che lo aveva fermato, dopo che l’attaccante era passato con il rosso per ben 2 volte nelle vicinanze di una scuola, rifiutandosi anche di sottoporsi ad un alcool test.

Ieri, in un’intervista rilasciata al programma televisivo Podemos Hablar dell’emittente Telefe, il 25enne ha parlato dei suoi problemi, che ne hanno pregiudicato la definitiva consacrazione: l’infanzia difficile, segnata dalla morte del padre, operaio in nero, per un incidente sul lavoro, quando El Wachiturro aveva solo 5 anni, il suo rapporto con le armi, con le quali spesso si è fatto fotografare ed il suo rapporto con le droghe, la cannabis in particolare, di cui faceva largo uso, perfino all’inizio della carriera da professionista, salvo poi smettere, con l’intensificarsi dei controlli anti doping.

E’ la prima volta che il ragazzo parla apertamente dei suoi “demoni”, per questo la notizia ha suscitato un certo clamore nelle cronache sportive e non in Argentina, alla vigilia dell’ inizio della Superliga e, per l’Academia, dell’andata degli ottavi di finale di Copa Libertadores, che vedrà affrontarsi il Racing ed il River Plate.

Vi lasciamo con i video dell’intervista di Centurion, dandoVi appuntamento a Venerdì per il riepilogo degli ultimi risultati dei 32esimi di Copa Argentina.