Parte la fase caliente di questa edizione della Copa America 2019 e subito scendono in campo i padroni di casa del Brasile, opposti al temibile Paraguay, allenato dal Toto Eduardo Berizzo. La forza propulsiva dell’attacco brasiliano, con giocatori del calibro di Roberto Firmino, Gabriel Jesus, Everton e Coutinho, trova fiera opposizione nella selezione blanquirroja, soprattutto Berizzo inaridisce la spinta che un talento come Gabriel Jesus porta, con l’inserimento, come terzino destro, di Junior Alonso, centrale difensivo del Boca Juniors. Le occasioni per gli uomini di Tite si sprecano, sugli scudi il portiere paraguaiano Roberto Fernandez, ma anche Alisson, finalmente, inizia a partecipare alla contesa, dopo i 3 match del girone da autentico spettatore. La partita potrebbe prendere un nuovo sbocco al 57°, quando il Paraguay rimane in 10 per il rosso a Balbuena, ma la formazione di Berizzo riesce a resistere così il match si deciderà dal dischetto, poichè in Copa America, in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si va direttamente dagli 11 metri. Nel Brasile errore per Bobby Firmino, mentre nel Paraguay falliscono il tiro il capitano ed ex Milan Gustavo Gomez, fin lì impeccabile, con Alisson che mostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di essere al momento il numero 1 al mondo, ma commette un errore anche l’attaccante Derlis Gonzalez, pertanto alla Gremio Arena, impianto meraviglioso, con un terreno di gioco degno di una favela, il Brasile passa il turno ed accede alla semifinale, con il possibile sfondo di un grande Clasico contro gli atavici rivali argentini.

Nel secondo dei quarti di finale, al Maracanà di Rio de Janeiro, va in scena la sfida tra Argentina e Venezuela: nella Seleccion, Scaloni propone due varianti rispetto al match vinto contro il Qatar, con Foyth che resta nell’11 titolare, ma sulla fascia destra, relegando in panchina Saravia e facendo così tornare in campo uno dei nostri pupilli, il capitano della Fiorentina Germàn Alejo Pezzella, mentre a centrocampo, fuori uno spaesato Gio Lo Celso e dentro il più solido e dinamico Marcos Acuna, per il resto tutto invariato, quindi Armani in porta, a completare il pacchetto arretrato al centro Otamendi ed a sinistra Tagliafico, a centrocampo troviamo Leo Paredes e Rodrigo De Paul, Messi a supporto del Kun Aguero e del Toro Lautaro Martinez, mentre i Vinotintos di Dudamel affidano le loro sorti al trio offensivo Rondon – Machis – Murillo. Agli ordini del colombiano Roldan, comincia il match e subito l’Albiceleste si rende pericolosa, su corner, con Pezzella che si ritrova improvvisamente il pallone sul sinistro, ma tocca debolmente verso il portiere venezuelano Farinez. Al 10° si sblocca l’incontro, corner di Messi, a vuoto Pezzella di testa, palla che arriva al Kun Aguero, destro secco intercettato da Lautaro Martinez che spedisce la sfera, con un stilosissimo colpo di tacco, alle spalle di Farinez. Gli uomini di Scaloni tengono in pugno la manovra, con un Paredes degno direttore d’orchestra e, soprattutto, un debordante Rodrigo De Paul, che si trova a meraviglia come mezzala destra, sua come appoggio alle giocate di Messi, sia come primo interditore quando il Venezuela cerca di ripartire, mentre davanti il Toro calamita ogni pallone e li difende, con la forza e l’astuzia del centravanti navigato, a dispetto dei suoi “soli” 22 anni. Ci prova ancora, su corner, un ispiratissimo Pezzella, ma il suo colpo di testa termina alto. Inizia, dopo almeno 25 minuti, ad affacciarsi timidamente anche il Venezuela, prima provando a sfondare sulla sua fascia sinistra con il giocatore dell’Udinese Machis, che però trova la convincente opposizione di un Foyth quasi trasformato dopo le diverse incertezze nel match contro il Qatar, poi sulla destra, dove Murillo trova meno opposizione in Tagliafico, ma i risultati sono modestissimi, Armani viene impegnato, se così si può dire, soltanto in uscite alte, con il primo tempo che quindi va in archivio con l’Argentina avanti 1 a 0.

Nella ripresa, la formazione di Dudamel fa capire che vuole prendere in mano il controllo delle operazione e chiude l’Argentina nella propria metà campo, ma di occasioni pericolose nemmeno l’ombra, anzi al 48°, dopo una verticalizzazione telecomandata di Paredes, Martinez colpisce un palo clamoroso, a portiere ampiamente battuto. Intanto Scaloni ricorre alla panchina, con il Fidelito Angel di Maria che rileva un super positivo Lautaro Martinez, successivamente Lo Celso entrerà al posto di un convincente Acuna. Al 70° primo vero tiro in porta dei Vinotintos, con Armani che respinge la conclusione di Hernandez, liberatosi di un Tagliafico ancora in difficoltà, ma 4 minuti dopo, al termine di un micidiale contropiede innescato da un De Paul hombre del partido, palla al Kun, tiro debole respinto goffamente dal fin lì positivo Farinez, Lo Celso si avventa sulla respinta e col sinistro sigla il raddoppio, che in pratica chiude la contesa. Il match termina sul 2 a 0 per l’Argentina, al termine di una prestazione estremamente convincente, con Scaloni che finalmente ha azzeccato tutte le scelte, compresi i cambi, mentre sul più bello si è come sciolta la Vinotinto di Dudamel, al quale va comunque tributato un grande applauso, per il lavoro svolto, pensando a cosa sta succedendo in patria. E ora grandissima semifinale Brasile – Argentina.

All’Arena Corinthians di San Paolo, terza sfida dei quarti tra Colombia e Cile, sulla carta la più equilibrata e sarà effettivamente così, con le due squadre che si affrontano a viso aperto, senza tatticismi esasperati. Il Cile va a segno 2 volte, con il VAR che interviene ad annullare le 2 marcature della Roja, per offside veramente millimetrici. L’equilibrio permane per i tempi regolamentari, perciò si decide tutto con i calci di rigore, in cui l’unico a sbagliare sarà il colombiano Tesillo, con un tiraccio che finisce a lato,  pertanto i Cafeteros di Queiroz salutano la manifestazione, con il Cile che guadagna l’accesso in semifinale, dove affronterà la vincente di Uruguay – Perù.

Ultimo incontro dei quarti era la sfida dell’Arena Fonte Nova di Salvador de Bahia, con la Celeste del Maestro Oscar Washington Tabarez opposta alla selezione andina, guidata dal Tigre Ricardo Gareca. Il match scorre su binari di grande equilibrio, con le squadre che si affrontano a viso aperto, soprattutto a centrocampo, dove Lollo Bentancur dimostra, ogni giorno che passa, la sua incredibile maturazione, anche sotto il profilo dell’intensità di gioco. Nella ripresa, anche 2 gol annullati all’Uruguay, con l’ausilio della VAR, per posizioni di fuorigioco millimetriche di Cavani, al 60° e di Suarez al 72°, per cui 0 a 0 al 90° e conclusione dagli 11 metri. Primo tiro della serie e subito errore del Pistolero Luis Suarez, con il portiere peruviano Gallese che devia li destro secco, ma non molto angolato, dall’attaccante del Barcellona. Non ci saranno altri errori, con il Perù che, abbastanza sorprendentemente, raggiunge il Cile in semifinale.

Sul fronte del mercato argentino, queste le ultime novità: clamoroso ritorno di fiamma dell’Independiente per il grande ex Nacho Piatti, visto anche in Italia a Lecce, ma da anni in Canada, firma con il Newell’s l’ex capitano del San Lorenzo Santiago Gentiletti e bella notizia per la Lepra, con il Tas che restituisce 2 punti sulla penalizzazione inflitta per le arcinote irregolarità amministrative, San Lorenzo che deve registrare il non superamento delle visite mediche di Guillermo Burdisso, che pertanto rientra all’Independiente, con il club di Boedo che vira sull’ex Boca e Verona Santiago Vergini, inoltre viene ufficializzato il ritorno tra i pali di Nico Navarro e l’acquisto dal Tigre dell’interessantissimo centrocampista centrale Lucas Menossi. Siamo vicini all’approdo al Boca del talentissimo classe 2000 Jan Carlos Hurtado, centravanti venezuelano del Gimnasia, cercato anche in Italia dalla Samp, mentre firma per l’Estudiantes l’ex Godoy Cruz Angel Gonzalez. Infine, l’ex difensore del Defensa Barboza segue Seba Beccacece all’Independiente. Probabilmente sfuma l’affare Boca -Salvio, con gli Xenezies già indirizzati altrove per cercare il sostituto di Kichan Pavon, per il quale il club azul y oro rifiuta ogni proposta, che non arrivi dall’Europa.

Vi lasciamo con le immagini dei quarti di finale.