Ha preso il via la rassegna continentale per nazionali del Sudamerica, la Copa America, organizzata dal Brasile e proprio i verdeoro padroni di casa, aprivano le danze al Morumbì di San Paolo, nel match inaugurale contro la Bolivia. Un esordio soft per gli uomini di Tite, i naturali favoriti per la conquista del trofeo, che nasconde forse, come unica insidia, il sottovalutare l’avversario ma, dopo un primo tempo, in cui i boliviani si sono difesi tutto sommato bene, nella ripresa l’uragano brasiliano si abbatte sulla formazione di Villegas, per un 3 a 0 finale firmato dalla doppietta di Couthino ed il sigillo di Everton. Nell’altro incontro del gruppo A, pari a reti bianche tra Perù e Venezuela, un match che si caricava di grandi aspettative, anche per l’ottima forma delle due nazionali, ma che alla fine non regalava al pubblico di Porto Alegre grandi emozioni, se si eccettua un gol annullato per fuorigioco al Perù col Var ed alcune parate importanti del portiere venezuelano Farinez, che tenevano a galla la formazione di Dudamel, rimasta anche in 10 per l’espulsione di Mago per doppia ammonizione. Nella selezione andina, guidata dal Tigre Ricardo Gareca, da segnalare l’opaca prestazione di Farfan, non particolarmente presente in nessuna azione pericolosa dei suoi e a disagio, dal punto di vista fisico, per tutta la durata del match.

Nel gruppo B, si parte subito col botto, infatti all’Arena Fonte Nova di Salvador de Bahia, va in scena il match tra Argentina e Colombia: la Seleccion di Lionel Scaloni, si presenta con un ipotetico 4-4-2, molto particolare per la collocazione palesemente fuori zona di alcune pedine, che vede in porta Armani, rimasto l’unico titolare dopo l’infortunio che ha costretto Andrada al rientro in patria, con la conseguente chiamata del nostro pupillo Juan Musso come 3° portiere, difesa a 4 con, da destra, Saravia, Germàn Pezzella, Otamendi e Tagliafico, a centrocampo nel mezzo l’equilibratore Guido Rodriguez e Leandro Paredes, a sinistra El Fideo Di Maria ed inspiegabilmente a destra Gio Lo Celso, tutto tranne che un esterno, mentre davanti spazio alla Pulga Leo Messi in coppia col Kun Sergio Aguero. Rispondono i Cafeteros, guidati da Carlos Queiroz, con Ospina in porta, in difesa Medina, Mina, Sanchez e Tesillo, a centrocampo un inedito Cuadrado in veste di mezzala, con il talentuoso Uribe e la diga umana, ex Boca ora allo Zenit San Pietroburgo, Wilmar Barrios, a garantire equilibrio, davanti trio d’attacco stellare James Rodriguez, Radamel Falcao, Luis Muriel, con in panchina gente del calibro di Duvan Zapata e Roger Martinez. Dopo 13 minuti, primo scossone del match, con l’uscita dal campo di Muriel per infortunio al ginocchio, si parla per lui di un interessamento al legamento collaterale, con circa 2 mesi di stop, al suo posto entra proprio Martinez. La manovra dell’Albiceleste non decolla minimamente, non è possibile che si scelga sempre e comunque di aspettare la giocata di Messi, senza supportarne i movimenti e poi fa discutere, per usare un eufemismo, la scelta di Scaloni di isolare in fascia il talento pazzesco di Lo Celso, che quest’anno al Betis è stato semplicemente decisivo per tutta la stagione degli andalusi, svariando dietro le punte. Almeno l’intervallo corre in soccorso del selezionatore argentino, che corregge la rotta inserendo un brillantissimo Rodrigo De Paul per un evanescente Di Maria, ma nonostante un inizio ripresa incoraggiante, non arriva il vantaggio, mentre la Colombia non si scompone e, piano piano, sprigiona la propria forza offensiva, che si concretizza al 71° con il vantaggio firmato da Martinez, mentre all’85° arriva il raddoppio con Duvan Zapata, entrato da appena 3 minuti per un Falcao fin lì annullato da un solido Pezzella, fattosi invece sorprendere da Zapata sul gol, mentre sulla prestazione di Otamendi, si sprecano le critiche. Sconfitta secca per l’Argentina, addirittura ultima nel girone, per il pari pirotecnico del Maracanà per 2 a 2 tra Paraguay e Qatar, con i sudamericani avanti 2 a 0 con le reti del totem Oscar Cardozo e di Gonzalez, raggiunti nella ripresa da Alì e Khoukhi.

Nel gruppo C, deflagrante prestazione dell’Uruguay del Maestro Oscar Washington Tabarez, che al Mineirao di Belo Horizonte asfalta con un sonoro 4 a 0 il malcapitato Ecuador, tenuto a galla per evitare un debacle epocale dalle parate dell’arquero Alexander Dominguez. Score aperto da Nico Lodeiro, proseguito con una stupenda definizione in rovesciata del Matador Edinson Cavani, 3 a 0 ad opera del Pistolero Luis Suarez, mentre l’autorete di Mina fissa il punteggio sul 4 a 0, per una Celeste realmente dominante, completa in ogni reparto, magistralmente orchestrata a centrocampo dal talento del Lollo Rodrigo Bentancur che, con Vecino e Nahitan Nandez, forma un reparto di centrocampo di livello mondiale, tenuto conto che in panchina ci sta un certo Lucas Torreira. E proprio l’ex Sampdoria potrà trovare spazio dal prossimo match, con Vecino ko per una lesione al bicipite femorale, che lo elimina di fatto dalla competizione. Nell’altro match del girone, rotondo poker del Cile, campione in carica, sul Giappone, un sonoro 4 a 0 firmato dal centrocampista del Bologna Pulgar, dal Nino Maravilla Alexis Sanchez e da una doppietta dell’ex Napoli Edu Vargas.

Passando al fronte interno del calcio argentino, è arrivata la sentenza sulle penalizzazione di San Lorenzo e Huracan, in merito alle dichiarazione sui versamenti degli stipendi per l’iscrizione alla scorsa Superliga, con la messa da parte dei 6 punti di penalizzazione, a fronte di una multa salata ed una sorta di condizionale di ben 2 anni, per cui al minimo sgarro, scatterebbe l’automatica applicazione dei 6 punti da detrarre. Per il mercato, segnaliamo il passaggio al Godoy Cruz di uno dei nostri talenti, l’esterno offensivo del Belgrano Juan Brunetta, il rientro in patria dell’ex Boca e Palermo Ezequiel Munoz, accordatosi col Lanus, che accoglie altresì il portiere, anch’egli ex Boca, Agustin Rossi, in un caso di mercato molto caldo, in quanto l’arquero si era precedentemente promesso ai rivali geografici del Banfield, salvo poi firmare per il Granate. Il Taladro è corso ai ripari, facendo firmare il 36enne portiere uruguaiano Conde. Primo arrivo in Italia di uno dei talenti più promettenti del calcio argentino, con Gonzalo Maroni che dal Boca passa in prestito alla Sampdoria, con diritto di riscatto fissato a 15 milioni, ma gli Xeneizes non sono rimasti fermi, riuscendosi ad assicurare il prestito annuale di Alexis Mac Allister, per cui il Brighton, squadra inglese che lo aveva acquistato a Gennaio, non è riuscito in tutto questo tempo a far acquisire un passaporto comunitario. Torna in patria, sempre in prestito per un anno, il centravanti Maxi Romero, che al PSV non ha certo brillato, ma che allo Josè Amalfitani di Liniers, casa del Velez, potrà senz’altro tornare sui livelli di 2 anni fa, anche perchè ora alla guida c’è un signor allenatore come Gabriel El Gringo Heinze. Da segnalare, la stipula da parte del Banfield del primo contratto da professionista per Juan Manuel Cruz, figlio del Jardinero Julio Cruz, visto in Italia con le maglie di Bologna, Inter e Lazio.

Vi lasciamo con le immagini delle partite della prima giornata dei gironi di Copa America, dandovi appuntamento a sabato, per il resoconto della seconda giornata, che per l’Albiceleste sarà già da dentro o fuori.