C’è un luogo, diventato ormai conosciuto, ma che negli anni 80 e 90, era a dir poco famigerato, sinonimo di criminalità e degrado, in cui persino le forze dell’ordine faticavano ad entrare, figuriamoci ad imporre il rispetto delle minime norme di vita: quel quartiere, leggermente fuori dal perimetro della Capitale Federale d’Argentina, Buenos Aires, ma sempre all’interno della Grande Provincia, prende il nome di Fuerte Apache, anche se in origine quel lembo di terra aveva un’altra denominazione, quella di Liberation Father Mugica, dal nome di un attivista anti – povertà, ucciso da milizie paramilitari. Nel 1976, periodo della dittatura(una delle tante) in Argentina, prese il nome di Ejercito de Los Andes, ma l’appellativo di Fuerte Apache, si deve al giornalista José de Zer che, nel descrivere uno scontro a fuoco nel barrìo, prese a prestito l’appellativo da una zona del Bronx, chiamato appunto Fort Apache.

In un luogo così, molto giovani crescono per strada e gli sbocchi diventano 2, principalmente: o sfruttare doti naturali o finire in giri pericolosi. Due esempi noti di questo bivio sono Carlos Tevez, l’Apache, opportunamente ribattezzato ed il grande amico d’infanzia Dario Cabanas Coronel, talento calcistico anche più pregiato di Carlitos, poi finito in giri loschi e morto suicida per non farsi arrestare dalla polizia. I due grandissimi amici ottennero un primo provino da una squadra di Primera Division, in cui fu scelto Coronel e scartato Tevez,  quel Club Atletico Velez Sarsfield, che oggi vede tra le proprie fila un nuovo chico di Fuerte Apache, il classe 2001 Thiago Ezequiel Almada, per tutti Thiaguito.

Lo scricciolo argentino, un metro e settantuno di altezza per 62 chilogrammi di peso, approda molto giovane alla Cantera del Fortin e debutta in prima squadra, non ancora maggiorenne, il 5 Novembre 2018, in un match contro il Defensa y Justicia, castigando l’Halcon con una doppietta. Gli scatti brucianti, il controllo di palla sempre preciso ed elegante, la capacita, partendo dal settore sinistro, di sfruttare il movimento della mezzala di riferimento, molto spesso Lucas Robertone, insieme alo svariare del centravanti, come può essere Maxi Romero, per accentrarsi e scaricare un destro fulmineo, ne fanno uno dei talenti più fulgidi della nueva generacion albiceleste, tanto da attirare fin da subito, i radar degli scout più importanti d’Europa.

Con non ancora neanche una decina di presenze con la maglia del Velez, persino un totem assoluto come Pep Guardiola, arriva a pronosticare un possibile futuro in Premier per il talentissimo velezano, non dando forse troppo risalto alle caratteristiche fisiche del ragazzo, non certo in linea con i canoni di sviluppo tecnico della Premier.

In patria, fino all’inizio di questa stagione, ancora non sfonda e, addirittura, non viene convocato per il Mondiale Under 20 dell’estate 2019 in Polonia, generando grosso stupore in patria, ma non negli addetti ai lavori, che lo giudicano, secondo noi a ragione, ancora troppo gracile fisicamente per poter affrontare competizioni internazionali, la cui fisicità ed intensità, richiedono una certa preparazione fisica.

La ovvia delusione per questa bocciatura fa scattare qualcosa nel chico che, quando parte l’attuale Superliga, si fa trovare prontissimo dal Gringo Heinze che, per il suo Velez, modella una vero e proprio 3-3-1-3 di bielsiana applicazione, con Almada libero di svariare su tutto il fronte offensivo, alle spalle del trio d’attacco, molto spesso formato da Lucas Janson, Maxi Romero e Ricky Centurion. Le presenze da titolare aumentano, non ancora il numero di segnature, con soltanto 5 reti, distribuite 4 in Superliga ed una, a dir poco fondamentale, in Copa Sudamericana , che ha garantito, in tempo di recupero, il passaggio del turno al Fortin, contro gli ecuadoriani dell’ Aucas.

Anche se la pausa forzata,  causa Corona Virus , del campionato nazionale, ora arrivato alla Copa de la Superliga, non permette al talento di Fuerte Apache, di continuare la personale scalata verso le vette del futbol in patria, ormai il dado è tratto, per il suo approdo europeo nella propria stagione, nonostante una clausola rescissoria che, a seconda del periodo in cui verrà proposta, varia tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Si parla, con insistenza, dell’interessamento dello Sporting Lisbona, da sempre attenta alle nuove sensazioni provenienti dall’Argentina, anche se l’appeal di Thiaguito ha tregato fin da subito Pep Guardiola che, chissà, non lo voglia davvero per i suoi Citizens, blocco del mercato permettendo.

Vi lasciamo con un video per ammirare alcune delle giocate del numero 23 del Velez e Vi diamo appuntamento alla prossima settimana con la presentazione di un nuovo talento argentino, pronto per l’arrivo in Europa.